Piemonte, storia di una querelle su slot, distanziometro e retroattività

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Sono le ultime 24 ore decisive per la modifica alla legge reginale sul gioco in Piemonte. Quella di oggi, 8 luglio, potrebbe essere la giornata per l’approvazione del ddl 144 presentato, voluto e caldeggiato dalla maggioranza di Cirio. Ma ricostruiamo la vicenda. Nel 2016 il Piemonte aveva adottato una legge contro la ludopatia, votata all’unanimità, che imponeva alcune limitazioni alle attività, come ad esempio distanze minime tra i locali con le slot machine o le videolottery e alcuni luoghi come scuole, centri per anziani, ma anche banche, bancomat e compro-oro, per evitare che i giocatori patologici, con una dipendenza dall’azzardo, potessero procurarsi denaro per continuare a giocare. La legge valeva anche per quegli esercizi che si trovavano in una situazione irregolare, obbligandoli a mettersi in regola e dismettere le apparecchiature entro 18 mesi di tempo (per bar e tabaccherie) e nell’arco di tre e cinque anni per sale scommesse e sale slot, termini già scaduti. Proprio contro questo principio di “retroattività” si era schierata la Lega.

Il testo di legge inoltre prevede alcune misure contro il gap, come i controlli sulla maggiore età dei giocatori e la possibilità di utilizzare le slot attivandole con il codice fiscale o la tessera sanitaria, lo stanziamento di un milione di euro annui per il contrasto alla ludopatia, l’istituzione di una giornata “Slot, no grazie!”, ma anche la creazione di una sezione specifica contro il gap all’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze patologiche: “Con questo disegno di legge investiamo un milione di euro l’anno per combattere la ludopatia e contemporaneamente saniamo un problema che si era creato con la vecchia legge, cioè la retroattività di una norma che danneggiava gli operatori legali di un settore in cui lavorano migliaia di persone”, aveva spiegato mesi fa l’assessore regionale, Fabrizio Ricca.

 Un duro braccio di ferro con la Lega che invece nel ddl 144 sancisce che “il distanziometro a 400 metri dai luoghi considerati sensibili (tra cui compro oro, bancomat, scuole, ospedali) non trova applicazione (…) nel caso in cui l’apertura di questi luoghi sensibili avvenga cronologicamente dopo l’apertura dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco legale”. Inoltre “chi ha dismesso gli apparecchi in forza della legge 9/2016, può rivolgere istanza per reinstallarli senza che ciò venga considerata nuova apertura. Pertanto si elimina l’effetto di retroattività della vecchia legge”.

La seduta di ieri del consiglio regionale è proseguita fino a tarda ora, portando con sé l’approvazione di alcuni importanti emendamenti, come quelli sul doppio distanziometro, l’eliminazione dell’effetto retroattivo della normativa del 2016, di limiti orari di 8 ore per sale gioco e sale scommesse e di 10 ore per gli esercizi generalisti, su tutto il territorio, e del niet all’installazione di apparecchi nel caso in cui l’esercizio abbia una area inferiore ai 25 metri quadri.

La Redazione

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