Reggio Calabria, sequestrato patrimonio di oltre un milione di euro a imprenditore del gioco

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Confiscato dalla Guardia di Finanza e Carabinieri di Reggio Calabria un patrimonio del valore di oltre un milione di euro ad un imprenditore operante nel settore dell’installazione e del noleggio di apparecchi da intrattenimento e divertimento. L’uomo è indiziato di appartenenza alla ‘ndrangheta e ha l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o domicilio, per 3 anni e 6 mesi.
Secondo quanto si legge in una nota della Finanza, “il provvedimento si fonda sulle risultanze delle attività investigative condotte dal Comando Provinciale dei Carabinieri, nell’ambito del procedimento ‘Ada’ e concluse nel 2013 con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di presunti  affiliati alla cosca di ‘ndrangheta Iamonte di Melito di Porto Salvo, tra cui l’imprenditore che, per conto della stessa, aveva assunto una posizione di  ‘comando e responsabilità’ nella frazione di Lacco di Melito Porto Salvo.
In tale procedimento, ritenuto un punto di riferimento associativo per coloro che intendevano ‘investire’ in attività economiche riguardanti l’utilizzo a  fini di lucro di apparecchi da gioco, è stato condannato dalla Corte di Appello di Reggio Calabria – con sentenza divenuta definitiva nel 2018 – per il  delitto, tra gli altri, di cui all’art. 416 bis c.p., per aver fatto parte dell’associazione mafiosa denominata ‘Ndrangheta operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria, in particolare della società di Melito di Porto Salvo”. 
“In relazione alle risultanze dell’attività di cui sopra, veniva delegata al Gico del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza e alla Compagnia Carabinieri di Melito di Porto Salvo, dalla locale Dda, apposita indagine a carattere economico/patrimoniale, al cui esito il Tribunale di 
Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione – su richiesta del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Stefano Musolino – aveva disposto, nel 2018, il sequestro del patrimonio riconducibile al proposto, ai predetti figli e ai rispettivi nuclei familiari.
Al riguardo, dopo aver accertato in capo all’uomo la pericolosità sociale qualificata dall’appartenenza alla ‘Ndrangheta, in particolare alla cosca  Iamonte, l’attività investigativa di tipo patrimoniale – valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati – si era concentrata sulla ricostruzione della capacità reddituale e del complesso dei beni di cui il proposto risultava poter disporre, direttamente o indirettamente nell’ultimo ventennio, accertando, nella formazione del patrimonio, la notevole sproporzione degli investimenti rispetto alle risorse lecite”, conclude la nota.

La Redazione

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