Regioni, Coletto “Accelerare su norma nazionale gioco d’azzardo”

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L’Intesa sulle caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico sancita in sede di Conferenza Unificata del 7 settembre 2017 nasceva dalla necessità di reagire alla nuova emergenza sociale rappresentata dalla ludopatia e dal disturbo da gioco d’azzardo. “Oggi occorre però un’accelerazione che porti ad una norma nazionale, con un’intesa in Conferenza Stato-Regioni, che armonizzi e dia una base unitaria all’impegno profuso dalle Regioni e dagli enti locali che sin dal 2013 hanno supplito all’assenza di un intervento statale organico ed incisivo, agendo sulle leve a loro disposizione: in particolare sulla distribuzione territoriale e temporale dei punti di gioco”, ha sostenuto l’assessore della Regione Umbria, Luca Coletto, intervenuto, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nell’audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico sullo stato di attuazione dell’Intesa tra Governo, Regioni ed Enti locali concernente le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico. “Ci sono peraltro aspetti, ignorati dall’Intesa, che hanno avuto in tempi recenti un incremento estremamente importante, come quello del gioco d’azzardo on line, che sfugge alle possibilità di regolazione della legislazione regionale e che è invece urgente regolamentare, anche sotto il profilo fiscale”, ha affermato. L’assessore Coletto – che ha illustrato nell’audizione alcuni aspetti di un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni – si è soffermato in particolare sulle necessità legate ai controlli, alla pianificazione e al monitoraggio: occorre garantire un accesso costante ai dati, necessario per capire l’evoluzione del fenomeno del gioco d’azzardo, con attenzione alle specifiche situazioni territoriali, e per un’efficace attività programmatoria. “Sotto questo profilo potrebbe essere utile, ma è una proposta che avanzo a titolo personale, prevedere l’utilizzo della tessera sanitaria, come si fa per l’acquisto delle sigarette, per l’accesso alle slot e ai punti di gioco pubblico”. “In ogni caso – ha aggiunto Coletto – potrebbe essere utile un ragionamento sull’utilizzo delle royalties dello Stato legate agli incassi derivanti dal gioco pubblico oggi assolutamente insufficienti a coprire i costi sanitari legati al recupero dei giocatori patologici”. “Le Regioni – ha concluso Coletto – sono comunque pronte a riprendere il percorso avviato con l’Intesa del 2017, per attualizzarne i contenuti in relazione alle evoluzioni dei fenomeni di questi ultimi anni e alle evidenze scientifiche, nell’ambito di una condivisa assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte nella regolamentazione dell’offerta di gioco legale e nel contrasto del gioco illegale, con la finalità ultima e prevalente della tutela della salute pubblica”.

Comunicato stampa

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