Secondo bando per il Caprilli. D’Alesio: ” Spero vada deserto e che la gestione trentennale vada a ‘società di scopo’”

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Il 28 giugno si riaprono le buste, dopo il flop del primo bando, per la gestione di due anni dell’ex ippodromo Caprilli di Livorno. Una data limite per rispettare lo scadenzario estivo delle sei giornate di corse su cui il Mipaaf garantisce risorse. Ma soprattutto nell’ambiente ippico permangono molte riserve perché se è vero che le condizioni del primo bando sono in parte cambiate, è altrettanto vero che alcuni parametri sono rimasti invariati. In particolare il canone annuo di gestione è sceso da 80mila a 60.300 euro. Un abbattimento (sembra che le cifre siano state vincolate dalla normativa) che potrebbe non essere sufficiente a stuzzicare gli appetiti delle società interessate anche a fronte di una concessione biennale. E poi permane uno dei requisiti che aveva allontanato realtà imprenditoriali più piccole, quello del fatturato minimo negli ultimi tre anni di esercizio di 3 milioni di euro. Il sindaco Luca Salvetti è positivo e ha annunciato l’apertura a luglio del Caprilli promuovendo le corse al galoppo dal 13 luglio. Tuttavia i tempi sono risicatissimi e, qualora anche quest’asta andasse deserta, si andrebbe oltre i tempi consentiti.

A proporne una valida alternativa, già da tempo, è Attilio D’Alesio, presidente dell’associazione nazionale Coordinamento ippodromi, direttore del Caprilli dal 1981 al 2011 ed assessore allo Sport della città labronica dal 2004 al 2008: “A maggio del 2021 è stato fatto un primo bando per l’assegnazione per 12 mesi della gestione dell’ippodromo è andato deserto ed il Comune il 21 giugno ha fatto un secondo bando per una gestione di 24 mesi, al quale, purtroppo, possono partecipare solo società di corse che già gestiscono altri ippodromi ed i risultati li conosceremo il 28 giugno.
Personalmente mi auguro che anche questo bando vada deserto e che l’Amministrazione prenda finalmente in considerazione il progetto presentato al sindaco e che dal 1° gennaio 2022 ne venga assegnata la gestione trentennale ad una ‘società di scopo’ costituita da tanti imprenditori ed appassionati livornesi. Se il sindaco ‘lanciasse’ pubblicamente questa iniziativa – aggiunge D’Alesio – in linea peraltro con la storia del Caprilli, certamente tanti livornesi aderirebbero al progetto e l’ippodromo l’anno prossimo sarebbe riaperto completamente, tornando agli antichi splendori”.
Al momento, tuttavia, le corse non sono ancora state calendarizzate ufficialmente dal ministero.

La Redazione

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