Silvestri (M5S): “Sono chiusi i musei è normale che siano chiuse anche le sale bingo”

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Nei giorni in cui a Roma prosegue la manifestazione in rosa che ha visto scendere in piazza Montecitorio lavoratrici e imprenditrici del gioco, Francesco Silvestri, deputato del Movimento 5 Stelle  in un’intervista ad Agimeg (https://www.agimeg.it/bingo/chiusura-sale-giochi-sale-scommesse-sale-bingo-silvestri-movimento-5-stelle) ha dichiarato: “Sono chiusi i musei, è normale che debbano restare chiuse anche le sale bingo. Poi la posizione che il Movimento 5 Stelle ha sempre avuto sul gioco è chiara: il gioco d’azzardo è qualcosa che in questi anni ha fatto male all’Italia. Non c’entrano nulla i lavoratori, io sto parlando dei concessionari e di come lo Stato ha gestito il gioco d’azzardo. I lavoratori non c’entrano nulla, però se sono chiusi i musei e i teatri, immagino le sale bingo”

E sulle ripercussioni che il lockdown sta avendo sui lavoratori: “E’ una questione che riguarda la pandemia e la sicurezza. Le sale bingo a livello di sicurezza non sono il massimo, visto che sono tutte oscurate. A Roma ad esempio abbiamo visto che – rispetto alle direttive adottate dal Comune – c’è una percentuale ampissima di sale che non rispetta le regole. Da questo punto di vista, come sono chiusi i ristoranti, i centri commerciali e tutti gli altri esercizi, è normale che debbano rimanere chiuse anche queste attività”.

E ancora Silvestri: “Lo Stato sta cercando di aiutare con tutte le risorse che può mettere in campo tutti i lavoratori”. E sul fatto che gli aiuti non sempre siano sufficienti, Silvestri osserva che: “Lo Stato sta facendo tutto quello che può, è una questione che riguarda tutto il mondo. Lo Stato vuole far ripartire tutta la parte attiva, non ha alcun interesse a chiudere una serranda. Al contrario, la vuole riaprire, perché è così che l’economia gira. E’ ovvio che se le chiude è per motivi di sicurezza e sanità. Questo i lavoratori devono capirlo, anche se comprendo le loro difficoltà. La questione dell’azzardo non ha nulla a che vedere con le chiusure, lo Stato non ce l’ha con l’azzardo come non ce l’ha con i musei o con i ristoranti. E’ solamente una questione di sicurezza e dobbiamo uscirne il prima possibile”.

La Redazione

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