Sindacati a favore del registro unico operatori gioco. Ma come funziona?

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Per Cgil, Cisl e Uil non ci sarebbero dubbi: “Riteniamo positiva la creazione di un registro unico degli operatori del gioco pubblico per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata, in un settore ad alto rischio, prevedendo che i concessionari del gioco pubblico possano avere rapporti contrattuali finalizzati al gioco solo con gli operatori iscritti (a titolo oneroso) nel registro”. Lo hanno dichiarato in audizione tenuta in Commissione finanze in materia di giochi pubblici. “Così, come è utile – hanno aggiunto – il potenziamento previsto per i controlli in materia di gioco per prevenire il gioco dei minori, le infiltrazioni della criminalità organizzata e l’evasione fiscale, anche attraverso la costituzione di un fondo specifico”.

Ma che cos’è il registro unico per gli operatori del gioco pubblico?

In particolare, l’articolo 27 (dl 124/2019) prevede l’istituzione, a decorrere dall’esercizio 2020, presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, del Registro unico degli operatori del gioco pubblico. L’obbligo di iscrizione si estende a tutti gli operatori di gioco pubblico.
Ai fini dell’iscrizione all’elenco, l’Agenzia dovrà verificare per ogni richiedente il possesso delle licenze di pubblica sicurezza, delle autorizzazioni e delle concessioni richieste dalle normative di settore, della certificazione antimafia, nonché dell’avvenuto versamento della somma prevista per la propria categoria. L’iscrizione al Registro deve essere rinnovata annualmente. L’omesso versamento della somma può essere regolarizzato, prima che la violazione sia accertata, con il versamento di un importo pari alla somma dovuta maggiorata di un importo pari al 2% per ogni mese o frazione di mese di ritardo.

L’esercizio di qualunque attività di gioco, in mancanza dell’iscrizione all’elenco è punita con:

  • una sanzione pecuniaria di 10.000 euro;
  • e con l’impossibilità di iscriversi all’elenco per i 5 anni successivi.

La stessa sanzione pecuniaria si applica anche al Concessionario che intrattiene rapporti contrattuali funzionali all’esercizio delle attività di gioco con soggetti diversi da quelli iscritti nel Registro. Inoltre, la reiterazione di tale comportamento per tre volte, anche non consecutive, nell’arco di un biennio, determina la revoca della concessione (https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/27607-gioco-pubblico-previsto-un-nuovo-registro-per-gli-operatori.html).

La Redazione

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