Veneto, approvata legge sul Gap con distanziometro e orari

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Approvato dal consiglio regionale del Veneto, con 31 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti, il disegno di legge recante ‘Norme sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico’ (http://cifonenews.it/astro-commenta-la-proposta-di-legge-sul-gap-in-veneto/).

Così in aula il consigliere e relatore Riccardo Barbisan (Lega Nord): “Il progetto di legge approvato oggi dal Consiglio regionale consente al Veneto di dotarsi di una legge che, finalmente, affronta e combatte il complesso fenomeno che passa sotto il nome di ‘ludopatia’, ed offre allo stesso tempo una disciplina a un determinato settore economico. La nuova legge prevede che vengano coinvolte direttamente le Ulss che erogheranno prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico, assicurando, inoltre, consulenza e sostegno alle famiglie dei giocatori. Il provvedimento, inoltre, – ha aggiunto Barbisan – mira a supportare chi si trova in prima linea, ossia le amministrazioni locali nella tutela delle fasce più deboli dei cittadini offrendo un quadro normativo di prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo e nelle problematiche correlate, mettendo in campo azioni a carattere sanitario e sociale, ma anche nell’ambito della sicurezza, del decoro urbano, della viabilità, della quiete pubblica e dell’inquinamento acustico”.  La normativa vieta: “la collocazione di apparecchi per il gioco in locali che si trovino ad una distanza inferiore a trecento metri per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e inferiore a cinquecento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti da: a) servizi per la prima infanzia; b) istituti scolastici di ogni ordine e grado; c) centri di formazione per giovani e adulti; d) luoghi di culto; e) impianti sportivi; f) ospedali, strutture ambulatoriali, residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario; g) residenze per anziani, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione socio-culturale, oratori e circoli da gioco per adulti; h) istituti di credito e sportelli bancomat; i) esercizi di compravendita di oggetti preziosi e di oro usati; 1) stazioni ferroviarie e di autocorriere”. Il distanziometro, come stabilito da un emendamento della Giunta, non riguarda tuttavia le attività già in essere. Secondo quanto stabilito dalla normativa: “A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 gli esercizi nei quali risultano installati apparecchi da gioco sono soggetti all’aliquota IRAP maggiorata dello 0,92 per cento con riferimento ad ogni periodo d’imposta in cui risulti l’installazione dell’apparecchio, indipendentemente dalla durata dell’installazione stessa nell’arco del periodo”.

Per l’assessore regionale alla sanità e al sociale, Manuela Lanzarin si tratterebbe del “miglior risultato possibile nell’attuale contesto legislativo nazionale, che nessun governo, né presente né passato, ha avuto il coraggio di riformare in un’ottica di dissuasione e di contrasto. La legge veneta approvata oggi dall’aula di palazzo Ferro-Fini – prosegue l’assessore – è un provvedimento restrittivo, voluto e appoggiato dalla Giunta, per far ordine tra le diverse norme regionali adottate dal 2015 in poi e per dare certezza agli enti locali che, con ordinanze proprie, hanno adottato ordinanze e regolamenti su distanze e orari. Con la nuova legge, stabiliscono distanze minime di 400 metri dai luoghi sensibili, orari di apertura (che la Giunta fisserà per fasce uguali su tutto il territorio veneto per evitare migrazioni tra una zona e l’altra), aumento massimo dell’aliquota Irap e sanzioni fino a 6 mila euro: così si fa finalmente chiarezza e si introducono criteri di omogeneità per tutto il territorio regionale”. 

Voto contrario dei cinquestelle così giustificato dalla consigliera regionale Erika Baldin: “La ludopatia è una piaga che va prevenuta, senza compromessi. Tante famiglie venete vengono segnate nel profondo, non solo a livello economico, ma anche nei rapporti. Per questo abbiamo annunciato il voto contrario al disegno di legge regionale in materia di contrasto all’abnorme diffusione del gioco d’azzardo, un disegno di legge che consideriamo troppo poco incisivo. La nuova disciplina – precisa Baldin – prevede misure come la distanza minima dei locali che installano le slot machine da luoghi sensibili quali scuole e ospedali, oltre che da fonti di approvvigionamento di denaro come le banche e i ‘compro oro’, ma solo per le sale gioco di nuova istituzione. Tutte quelle già esistenti godranno di deroghe che renderanno, di fatto, senza alcun limite la loro attività. Inoltre per tutti i locali in cui vengono installate slot machine la legge voluta dalla maggioranza è troppo permissiva in fatto di orari, prevedendo solo 6 ore di spegnimento delle slot machine e di chiusura delle sale gioco adducendo, a nostro avviso in maniera non motivata, un accordo a livello nazionale. Un emendamento da noi presentato – ricorda Erika Baldin – fissava in almeno 10 ore la sospensione quotidiana, ma è stato respinto così come quello con il quale chiedevamo venisse data libertà ai comuni nell’estendere autonomamente gli orari di spegnimento qualora sussistessero ragioni di maggiore tutela dei cittadini. La maggioranza che governa la regione finge di voler contrastare la piaga del gioco d’azzardo, ma in realtà, di fatto, sembra voler garantire i lauti guadagni di chi lo gestisce. Non ci sono compromessi che tengano, di fronte alla serenità delle famiglie venete”.

 Astenutosi il Pd e il consigliere Claudio Sinigaglia spiega: “La dipendenza dal gioco d’azzardo è un problema drammatico di cui non ci si rende conto a sufficienza: solo in Veneto vengono spesi sei miliardi di euro l’anno e i ludopatici sono circa 32mila, di cui appena 3.500 in carico alle Ulss. Questo testo riordina una serie di provvedimenti e ci sono aspetti molto positivi, ma doveva essere più incisivo sul versante della prevenzione, inserendo maggiori vincoli, visto che avevamo già una legge di contrasto al gioco patologico. Dopo che il testo era stato approvato in Quinta commissione senza voti contrari, la Giunta ha fatto una frenata con gli emendamenti. Tra le novità introdotte, e su cui siamo favorevoli, la maggiorazione dell’Irap, più 0,9 percento per gli esercizi che hanno slot e macchinette varie, che sono ormai la quasi totalità, le sanzioni e le distanze dai luoghi sensibili. Ci sono però due punti su cui dovevamo avere più coraggio: nello specifico la possibilità del Consiglio regionale di intervenire sull’esistente, considerando che in Veneto e Trentino Alto Adige ci sono, per esempio, 5075 tabaccherie ordinarie e 525 speciali, 146 negozi ippica, 428 punti, 506 punti giochi per le scommesse sportive e oltre tremila ricevitorie. Anche per quanto riguarda la norma finanziaria, la Regione non mette niente di proprio ma solo quello che riceve dallo Stato. Spiace poi che sia stata bocciata la proposta di vincolare le sanzioni al Piano dipendenze che è all’interno del Piano di zona, come accade in Piemonte, per ‘finalizzarlo’, mentre siamo soddisfatti per l’inserimento della clausola valutativa della nuova legge, con una relazione annuale sul monitoraggio degli obiettivi. Alla fine dei conti è però troppo poco per esprimere un voto favorevole“.

La Redazione

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