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Il Comune vende il palazzo di via Verdi, sede comunale e l’Ippodromo di Agnano ed altro…

Il Comune ha dovuto cambiare il bilancio dopo la notifica della Corte dei conti che ha comminato una sanzione di 85 milioni che Palazzo San Giacomo dovrà pagare nel 2019 per debiti fuori bilancio. Per far fronte a questa situazione la giunta guidata da Luigi de Magistris ha deciso di mettere in vendita altri immobili comunali.

Il palazzo del consiglio comunale di via Verdi, l’edificio che ospita il mercato ittico di piazza Duca degli Abruzzi, l’ippodromo di Agnano e altri immobili di pregio inferiore o quelli già in dismissione come Palazzo Cavalcanti: sono i beni che il Comune metterà in vendita per coprire la voragine finanziaria che si è aperta dopo la decisione della Corte dei conti di sanzionare il Comune con un’ammenda di 85 milioni, da pagare in un’unica rata nel 2019. Sanzione che nasce dal mancato inserimento nel bilancio 2016 del debito di circa 80 milioni dovuto al consorzio Cr8 per gli interventi del post terremoto, decisione che è stata notifica al Comune giovedì. In due giorni il sindaco Luigi de Magistris con l’assessore Enrico Panini, il capo di gabinetto Attilio Auricchio e la ragioneria hanno dovuto riscrivere il bilancio ( andava approvato entro ieri) e annunciare le nuove dismissioni. La delibera dovrà essere liberata dal Consiglio comunale in programma il 16 aprile per evitare il default. « Confermiamo gli stessi servizi del 2017 senza alcun taglio nonostante abbiamo dovuto fare i conti con oltre 100 milioni in meno, tra mancati trasferimenti, passività e altro».

Per rientrare dal disavanzo, accanto alle dismissioni, il Comune promette lotta serrata all’evasione del pagamento di multe e tributi. La delibera approvata in giunta arriverà in aula due giorni dopo la manifestazione promossa a Roma dal primo cittadino per sabato 14 aprile proprio contro il pagamento del debito Cr8 e di quelli relativi al commissariato per l’emergenza rifiuti. Debiti che sono stati contratti trent’anni fa dallo Stato e che quindi de Magistris vuole che sia il governo a farsene carico.

Il premier uscente Paolo Gentiloni ha riconosciuto l’assorbimento a carico dello Stato del 77 per cento dello stesso debito, ma resta il problema della sanzione che pesa come un macigno e mette a rischio il Comune senza un nuovo intervento politico. Scongiurata, al momento, la vendita dello stadio San Paolo che era stata ventilata come una possibilità, ma, soprattutto, è stato evitato lo spacchettamento e la cessione dell’Azienda napoletana di mobilità, provvedimento che avrebbe dato il semaforo verde alla gestione dei privati del trasporto pubblico cittadino.

Il Comune verserà il contributo di 54 milioni all’Anm. Ma qui si apre un nuovo capitolo che tira in ballo la Regione. Palazzo Santa Lucia assicura all’azienda di trasporto 58 milioni di ripartizione del fondo nazionale. Secondo il Comune, ieri nella riunione di maggioranza è stato portato l’esempio di Lazio, Piemonte e Lombardia, la quota dovrebbe essere aumentata a 130 milioni. La battaglia andrà di pari passo con quella sulla cancellazione del debito a carico del Consorzio Cr8 e del commissariato per l’emergenza rifiuti e le relative sanzioni per lo sforamento di bilancio. La richiesta è di un provvedimento ad hoc per Napoli, una sorta di legge speciale, come

quelle varate in passato per salvare dal crac Roma. Prima della manifestazione nella Capitale si terrà un nuovo Consiglio comunale per approvare le nuove dismissioni.

Se la battaglia contro i debiti del passato dovesse andare in porto, inoltre, anche il piano di dismissione potrebbe essere modificato e i alcuni beni tolti dal mercato. C’è da tenere presente anche che, a oggi, la vendita degli immobili comunali, non ha portato gli introiti sperati.
3.04.2018, la Redazione

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