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Codacons e il gioco in Lombardia

E’ sceso in campo il Codacons per evidenziare il preoccupante aumento del gioco d’azzardo nella provincia di Como. I dati raccolti non consentono ulteriori attese e pretendono interventi di contenimento prima che il fenomeno possa assumere criticità emergenziali. Per portare avanti un percorso educativo e di limitazione al gioco, l’associazione dei consumatori della sede lombarda ha scritto al Presidente della Provincia di Como richiedendo una azione diretta che possa invertire l’ascesa della ludopatia. La compagnia già in altri frangenti si è esposta per dare sostegno e le giuste indicazioni sulla patologia.

Como al quarto posto

Questa la posizione occupata dalla città tra i capoluoghi lombardi dove maggiori sono le uscite in denaro nelle macchinette e slot machine. La spesa totale supera i 112 milioni di euro giocata nelle 705 macchinette disponibili sul territorio cittadino, superata solo da Bergamo, 1815 pro capite, Sondrio, 1639, e Lecco, 1500. I dati, relativi all’anno 2016, sono degni di attenzione in quanto sono quelli ufficiali diffusi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Stato e ottenuti attraverso il rapporto fra spesa totale e le percentuali di popolazione.

Non c’è tempo da perdere

Questo in sintesi il messaggio che scaturisce dalla comunicazione dell’associazione. L’aumento e il diffondersi della patologia del gioco provoca parallelamente disagi e difficoltà nei settori che gravitano nella sua area di “attrazione”. La dispersione di capitali e risorse spesso conduce alla loro ricerca sottobanco con ricadute inevitabili nell’ambito del sociale, mai così determinante come in questi frangenti. Il fatto che sempre più soggetti valichino il sottile confine fra gioco comune e patologico deve dare la giusta dimensione del devastante fenomeno.

Informazione e comunicazione

Questa, forse, la strategia con le maggiori possibilità di riuscita. Sensibilizzare l’opinione pubblica circa tutti i rischi, diretti e indiretti, inerenti le scommesse e il gioco, diventa una iniziale barriera per scongiurare patologie impossibili da frenare se scoperte in ritardo. Ben vengano quindi massicce campagne di informazione da effettuarsi nei luoghi di accentramento giovanile, nelle aree con vasta presenza di “non più giovani”, nelle scuole. Una buona propaganda rende più consapevoli e meno attratti dalle false vincite facili.

11.04.2018.

Giancarlo Portigliatti

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