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Riciclaggio e slot machine. Chiesto il processo per Fini, Tulliani e Corallo

Richiesta di rinvio a giudizio per l’imprenditore l’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, accusato di riciclaggio nell’ambito di una inchiesta condotta dalla procura di Roma.

A rischiare il processo insieme a Fini ci sono anche la sua compagna Elisabetta Tulliani, e Giancarlo e Sergio Tulliani, rispettivamente fratello e padre della donna.

Il giudizio è stato chiesto, tra gli altri, anche per Francesco Corallo, imprenditore attivo nel settore delle slot machine. L’inchiesta riguarda complessivamente 10 persone, tra le quali il politico Amedeo Labocetta, che ora rischiano di finire davanti ai giudici del tribunale di Roma.

Il tutto parte dalla compravendita dell’appartamento di Montecarlo. Un immobile lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad An, poi acquistato da Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, grazie ai soldi di Francesco Corallo attraverso due società (Printemps e Timara) costituite ad hoc. Una maxi inchiesta che coinvolge anche il celebre “re delle slot”, per il quale il pm Barbara Sargenti ha formulato le stesse accuse. Chiesto dai pm di Roma il processo anche per Sergio Tulliani, padre di Elisabetta, l’ex parlamentare di An Amedeo Labocetta e altre 4 persone.

Il coinvolgimento di Fini nell’inchiesta è legato proprio al suo rapporto con Corallo. Un rapporto, per la procura, che sarebbe alla base del patrimonio dei Tulliani.

22.01. 2018 – La Redazione

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