ultime notizie

Attualità e Politica, Cultura, Economia, Editoriale, Gaming, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

IGE 2026: Dare forma al futuro del gaming a Roma

Attualità, Cultura, Economia, Editoriale, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

Restare per crescere: Brightstar e Università degli Studi dell’Aquila insieme per formare giovani talenti under 35

Attualità, Cultura, Economia, Editoriale, Gaming, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

L’intelligenza artificiale al centro dell’SBC Summit Malta 2026: un nuovo approccio pratico e concreto

Attualità e Politica, Cultura, Economia, Editoriale, Gaming, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

Giochi legali, focus su Albo PVR e limiti di ricarica: il 21 aprile a Napoli confronto tra istituzioni e operatori

Attualità e Politica, Cultura, Economia, Editoriale, Gaming, Giurisprudenza, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

La riforma del gioco in Italia: verso una nuova era di regolamentazione

Attualità, Economia, Editoriale, Gaming, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

Slot e VLT: La Mappa della Raccolta 2025 in Italia

Corato (BA), l’ex assessore Nesta: “Ci sarà mai un Governo che avrà il coraggio di impedire definitivamente il gioco d’azzardo?”

L’ex assessore agli Affari Generali del Comune di Corato (BA), Gaetano Nesta, interviene sul tema del gioco d’azzardo.

«Nel contratto di governo, sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle, si parla di gioco d’azzardo e pare esserci la volontà di combattere la ludopatia, ad esempio vietando la pubblicità e le sponsorizzazioni alle aziende del settore, imponendo dei limiti di spesa ed introducendo misure che impediscano ai minori di giocare.

Ma ci sarà mai un Governo – si interroga Gaetano Nesta – che avrà il coraggio di impedire definitivamente il gioco d’azzardo, eliminando completamente, per esempio, le slot machine? Difficile pensarlo, visti gli introiti che esse generano per lo Stato. Senza considerare, poi, che con le video lottery si lava facilmente il denaro sporco, in barba al d.Lgs 90/2017 sull’antiriciclaggio.

Tuttavia, anche le amministrazioni comunali possono fare molto per contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo. Un esempio virtuoso arriva dal Comune di Giovinazzo, dove il sindaco ha emesso un’ordinanza che vieta l’utilizzo, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 di tutti i giorni, compresi i festivi, degli apparecchi da gioco come slot machine, video lottery, presenti nelle sale scommesse autorizzate, negli esercizi commerciali di qualsiasi tipo, nelle rivendite di tabacchi, nelle sale pubbliche per biliardi ricadenti sul territorio cittadino (entrerà in vigore il 1° luglio 2018).

Pertanto, durante le ore di divieto, gli apparecchi da gioco devono essere spenti e inaccessibili. I possessori degli apparecchi devono esporre cartelli con gli orari di funzionamento delle apparecchiature. La violazione delle disposizioni previste dall’ordinanza comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro.

Con questa ordinanza – commenta Nesta – è la stessa amministrazione comunale a dare un segnale a tutto il territorio, senza aspettare che il Parlamento promulghi una legge in grado di arrestare l’avanzata del gioco online che, ad oggi, sfugge a qualsiasi controllo. A livello locale, dove si constata un aumento vertiginoso delle sale giochi, sarebbe utile anche agire dal punto di vista della sensibilizzazione, a partire dagli studenti, visto che, secondo i dati di una ricerca condotta dalla Fondazione Bruno Visentini, il fenomeno interessa i giovani sin dai 18 anni, per arrivare a coinvolgere gli adulti, considerando che la dipendenza da gioco può riguardare diversi tipi di persone, senza distinzione alcuna tra genere sessuale, età o ricchezza».

«Tuttavia, può accadere che chi si avvicina al gioco d’azzardo, lo faccia perché ha bisogno di denaro e pensa così di cambiare rapidamente la sua vita – continua Nesta -. Ecco perché, a livello comunale, anche nelle modalità attraverso cui si erogano benefici alle famiglie in difficoltà, bisognerebbe tener conto della possibilità di distribuire buoni spesa, per esempio, piuttosto che elargire denaro che potrebbe essere sperperato in malo modo». /Fonte Jamma

21.06.2018

Maria Castellano, Giorn. FreeLance 

Condividi

Articoli correlati

Video