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Riordino comparto online. Fiasco (Alea): “Non è stato accolto assolutamente nulla delle nostre proposte”

Grande delusione “per il riordino normativo del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza” espressa da Maurizio Fiasco, sociologo, presidente dell’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio – Alea, componente dell’Osservatorio del ministero della Salute per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave.

Dopo un’iniziale apertura del presidente della Commissione Massimo Garavaglia – spiega a Vita.it. – non è stato accolto assolutamente nulla, delle proposte che abbiamo presentato nel documento. Ma vorrei partire dal fatto che lo Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza del 30 gennaio 2024, al comma 1 dell’articolo 24, pare introdurre ulteriori principi di delega, non presenti all’articolo 15 della legge n.111 del 2023, da attuare con un ulteriore decreto legislativo. Sottolineiamo dunque un eccesso di delega: il testo in alcuni punti è uscito dall’alveo, sconfinando in materie che non sono di competenza del ministero dell’Economia e delle Finanze. Il decreto legislativo – aggiunge Fiasco – qualora il Governo a sua volta non lo modificasse, altererà le regole che riguardano diritti e doveri di rango primario. L’articolo 24 del decreto, infatti, postula che tutto l’ordinamento (anche per materie sensibili quali la salute, la sicurezza pubblica, la sicurezza sociale, le comunicazioni) si debba adeguare a quanto prescritto nel decreto legislativo. Insomma, è la normativa sul gioco d’azzardo che pone i limiti al diritto alla salute. E non viceversa. E così la salute, che è un diritto di rango costituzionale, come la sicurezza pubblica, che è una funzione fondativa dello Stato, vengono subordinate alle regole sui giochi d’azzardo. Confidiamo ora che tutto questo sarà sottoposto al vaglio del presidente della Repubblica, mentre già ha sollevato forti dubbi tra i costituzionalisti. Sì, anche se la sede, ovvero la Commissione Bilancio, era inappropriata: per una materia che gli è stata attribuita in toto pur riguardando anche questioni sociali e di diritto costituzionale alla salute. Insomma, la Commissione Finanze, che deve occuparsi esclusivamente della materia fiscale e di bilancio, è stata spinta a uno strappo istituzionale. E così – tuona Fiasco – si è espressa su un concetto di salute del giocatore, piuttosto bizzarro. Anzi, fallace. È infatti una questione di salute pubblica”.

La Redazione

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