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Nicolò Fagioli e Jarre a Condove per parlare di sport etico e gioco d’azzardo patologico

L’informazione e la prevenzione sono fondamentali nel contrasto al gioco d’azzardo patologico. Il Comune di Condove, in provincia di Torino, è impegnato ormai da qualche anno su questo fronte, insieme alla AslTo3 e alla cooperativa Terra Mia, con il progetto “Per una comunità consapevole, seriamente giocosa”, che mira a sensibilizzare i giovani e i giovanissimi sui rischi del gioco d’azzardo.

In quest’ottica, è stato possibile organizzare un momento pubblico, aperto a tutti ma indirizzato soprattutto ai dirigenti, allenatori e atleti delle associazioni sportive locali, agli amministratori e agli allievi ed allieve degli istituti secondari di secondo grado. L’incontro si svolgerà venerdì 23 febbraio, dalle 17 alle 19, presso il Cinema Comunale, e vedrà la presenza di Nicolò Fagioli, calciatore della Juventus FC e il suo terapista, nonchè direttore del Dipartimento di patologia delle dipendenze dell’Asl Torino 3, Paolo Jarre.
Parleranno di sport etico, dei rischi correlati alle scommesse, delle responsabilità educative delle associazioni sportive. È previsto un momento di scambio di idee con i ragazzi e gli adulti che parteciperanno per la promozione del gioco sano nell’ambito di corretti stili di vita. Proprio sul caso Fagioli e calcioscommesse Jarre aveva dichiarato a La Stampa: “

Sono giovani che dovrebbero essere protetti da sè stessi. Essere avvicinati allo studio, accompagnati in attività esterne di carattere sociale. Ricevere stimoli differenti. Io poi ho una mia teoria. Una suggestione, quasi una fantasia. I soldi dovrebbero essere spalmati nel corso degli anni. Così da poter imparare a dare il giusto valore al denaro. I giovani calciatori devono capire che la loro condizione devono tutelarla, conservarla, pensando al futuro.

Le scommesse? L’immediatezza determina una gratificazione paragonabile a quella di una piccola dose di droga. La comunità scientifica ha messo il disturbo del gioco d’azzardo nello stesso capitolo della dipendenza da sostanze. Il recupero? Per chi sbaglia, la giustizia sportiva si è aperta dei programmi alternativi. Di rieducazione. Ecco, questo credo sia un primo passo importante”.

La Redazione

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